Eleonora Barmasc

Io sono l'Universo e l'Universo è in me

“Micio De Felis e il giardino oltre lo steccato” Un estratto

L’ALBERO DAI FRUTTI ROSSI

Nella mattina luminosa, Micio trotterella insieme a Milla alla ricerca di nuovi angoli da esplorare.

“Se andate fino in fondo, scoprite un altro mondo:

un albero incantato vi aspetta in mezzo a un prato.

Cogliete i rossi frutti e donateli a tutti”.

L’albero li sta chiamando, carico di frutti tondi e lucenti. Su ogni frutto c’è scritta una frase: “Dissetati d’acqua chiara”, “Abbraccia un albero”, “Ascolta il silenzio”, “Accarezza le onde”… Quanti ce ne sono! Più Milla e Micio ne raccolgono e più ne spuntano, ognuno con una frase diversa. Incominciano a distribuirli ai passanti. I rami, sempre carichi, sono felici di donare e gli abitanti del giardino sono felici di ricevere. Leggono le frasi e, intanto che assaporano i frutti succosi, si scambiano idee e sorrisi, ascoltano e pensano. Micio e Milla, le code che si sfiorano, si guardano gioiosi.

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IL COCCODRILLO SUL TETTO

Micio sta entrando in una parte di giardino che sembra deserta. Vede in lontananza il rudere di una casa dal tetto spiovente: bello! Può arrampicarsi e passeggiare dominando tutto dall’alto! Micio corre, arriva in cima e lì si ferma di botto. La sagoma minacciosa di un coccodrillo lo blocca. Micio arretra un poco, ritira la testa tra le spalle, appiattisce le orecchie, si siede fermo sulle zampe posteriori e allunga quelle anteriori: difesa e attacco! Le unghie passano il coccodrillo da parte a parte e quello… puff! Sparisce! Micio guarda con stupore le sue zampine. Sono magiche? Forse. Il coccodrillo non era in carne ed ossa: non era fatto che di paura. E’ bastato guardarlo e affrontarlo, per farlo sparire. Micio De Felis ora sa di essere coraggioso.

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