“Storie magiche all’ombra della Grande Quercia” Explicit
Ho danzato nella nebbia, ho abbracciato gli alberi, ho sorriso al sole che piano piano si è levato regalando un calore ancora estivo. Ho allargato le braccia roteando su me stessa, vagando intorno al pianoro circolare pieno dell’ambiguo equilibrio dell’autunno. Ho calpestato un tappeto di umide soffici verdi erbe, di profumata mentuccia, di fiorito trifoglio, di tarassaco e bardana rinati teneri e freschi, di succosa acetosella primaverile. Ho aperto le mani davanti ad un sambuco e, fatta l’offerta, ho raccolto il suo legno da intagliare.
I miei polpastrelli sono andati tra spine e foglie per accarezzare i rovi e ricordare i neri e lucidi frutti che mi han sempre regalato. Ho ritrovato le invernali bacche di rosa canina.
Ho chiesto e donato, preso e offerto.
Ho guardato il fumo salire dal piccolo fuoco acceso sulla pietra. A sole alto, mi sono coricata sulla terra, ho chiuso gli occhi, ho accolto la lieve brezza del nord-est.
E ho ascoltato i colori e i suoni del silenzio. Terra e Aria e Fuoco e Acqua erano con me per cantare lo Spirito.
Chiamatela Armonia delle Sfere, chiamatela Anima Mundi, o Energia, chiamatela Dio, chiamatela Dea. Non è importante il nome. L’importante è che sia in Noi, e che noi siamo in grado di donarne e condividerne, senza blocchi dolorosi.
E’ solo allora che scoppia la Luce. E’ solo allora che torniamo a vivere. La vita piena sarà quando riusciremo a non allontanarcene mai.